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Zalewski in versione Dr. Jekyll e Mr. Hyde: la doppia vita del classe 2002 tra Polonia e Roma

Se dovessimo scegliere un titolo per descrivere gli ultimi anni della giovane carriera di Nicola Zalewski opteremmo indubbiamente per “The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde” (in italiano “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde”), il celebre romanzo scritto da Robert Louis Stevenson nel 1886. Il protagonista del

Redazione
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Se dovessimo scegliere un titolo per descrivere gli ultimi anni della giovane carriera di Nicola Zalewski opteremmo indubbiamente per “The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde” (in italiano “Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde”), il celebre romanzo scritto da Robert Louis Stevenson nel 1886. Il protagonista della storia è il dottore Henry Jekyll, il quale crea una pozione con l’intento di isolare la parte cattiva dell’essere umano. Il medico decide di provarla su se stesso e si trasforma temporaneamente in un uomo completamente nuovo, diventando così Mister Edward Hyde, caratterizzato dall’animo malvagio.

Dal punto di vista calcistico l’immagine della doppia personalità rappresenta perfettamente la differenza di rendimento di Zalewski con la Polonia e la Roma: in nazionale infatti è un talento purissimo e incanta i propri tifosi con gol e giocate, ricordando in senso figurato il Dr. Jekyll; con il club invece fatica enormemente a imporsi e a causa delle vicende legate al calciomercato è stato addirittura escluso dalla rosa dal 13 al 23 settembre (il ritorno in campo è però datato 6 ottobre), ricoprendo quindi il ruolo di Mr. Hyde.

La storia di Zalewski: l’exploit nel primo anno di Mourinho, il calo drastico e il ct Probierz come ancora di salvezza 

La vera avventura di Nicola Zalewski alla Roma inizia nella seconda metà della stagione 2021/22, quando José Mourinho lo manda in campo nella ripresa del match del 19 febbraio contro l’Hellas Verona. Da quel momento il classe 2002 gioca con grande regolarità ed è uno dei protagonisti della vittoria della Conference League: l’esterno di centrocampo disputa da titolare tutte le partite dai quarti alla finale e fornisce due assist fondamentali contro il Bodø/Glimt (vittoria per 4-0 nel ritorno dei quarti) e il Leicester (1-1 nell’andata della semifinale). Il periodo d’oro continua e viene nuovamente convocato in nazionale maggiore, con cui aveva già esordito (servendo anche un passaggio vincente) il 5 settembre 2021 nella vittoria per 1-7 contro il San Marino.

Nell’annata seguente il rendimento cala ma riesce comunque a trovare molto spazio nella Roma, tanto da collezionare in totale ben 47 presenze tra tutte le competizioni e da essere chiamato dal commissario tecnico Czeslaw Michniewicz per il Mondiale in Qatar. Nonostante il corposo minutaggio a disposizione, Nicola delude in giallorosso dal punto di vista realizzativo e mette a referto solamente 2 reti e 1 assist. Il giocatore entra nel mirino delle critiche per il suo scarso apporto alla squadra e per alcune vicende extracalcistiche, perdendo successivamente il posto da titolare.

All’inizio del 2023/24 gioca con il contagocce e tra la prima e la seconda sosta per le nazionali viene utilizzato per solamente 20 minuti contro il Torino, rimanendo in panchina in quattro occasioni. A confermare il momento complicato vissuto dal classe 2002 è la scelta della Federcalcio polacca, che decide di retrocedere il ragazzo nella selezione Under 21 per permettergli di ritrovare minutaggio e serenità. La presa di posizione si dimostra corretta e Zalewski torna a sorridere siglando un gol e servendo un assist nella partita contro l’Estonia Under 21. Dopo una brevissima parentesi positiva (3 assist tra Lecce e amichevole con la Lettonia), Nicola viene espulso contro la Fiorentina e rientra nel tunnel negativo tra prestazioni opache e poco spazio: l’annata con la Roma si conclude con un totale di 1547 minuti giocati (nella stagione precedente furono 3185′), zero gol e solo 3 passaggi vincenti.

La Polonia continua a credere in lui e il nuovo ct Michal Probierz lo richiama in nazionale maggiore, schierandolo titolare nei playoff delle qualificazioni a EURO 2024. Zalewski ripaga la fiducia dell’allenatore e si trasforma in un giocatore completamente diverso rispetto a quello visto nella Capitale: fornisce 2 assist in semifinale contro l’Estonia e realizza il rigore del momentaneo 3-4 nella lotteria dei penalty (vinta 4-5) in finale contro il Galles. Il classe 2002 trascina così i suoi compagni di squadra all’Europeo, competizione in cui parte sempre dal 1′ nelle tre gare del girone.

Complice un rendimento insoddisfacente con la maglia della Roma e un contratto in scadenza il 30 giugno 2025, la società apre alla possibilità di cederlo per fare cassa ed evitare di perderlo a zero. Il calciatore polacco declina un’offerta del PSV e, dopo un lungo tira e molla, fa lo stesso con le ricchissime proposte del Galatasaray nonostante l’accordo tra i due club (“Non mentirò: sono stato molto vicino al Galatasaray. C’era un’ottima offerta sul tavolo ma ci ho pensato un po’ e ho fatto ciò che ritengo migliore per me”). I giallorossi sono su tutte le furie e lo puniscono mettendolo fuori rosa per questioni contrattuali. “Non so se sia una scelta definitiva ma non credo – le parole di Daniele De Rossi in conferenza stampa – La decisione è stata presa dalla società e in caso di accordo per il rinnovo il calciatore verrà inserito di nuovo in rosa”. Alla fine la svolta avviene con l’arrivo di Ivan Juric sulla panchina della Roma, il quale apprezza particolarmente Nicola e spinge la società a reintegrarlo a causa del problema fisico accusato da Alexis Saelemaekers. Il 23 settembre torna ad allenarsi con il resto della squadra ma il ritorno in campo avviene il 6 ottobre contro il Monza, quando entra al minuto 20 al posto dell’infortunato Stephan El Shaarawy. Ora il club sta cercando di ricucire il rapporto con l’entourage di Zalewski e ha già avviato i contatti per il rinnovo, ma allo stesso tempo non è da escludere l’ipotesi di una partenza a gennaio in caso di mancata intesa.

Intanto il ct Probierz continua a fare affidamento su di lui e lo considera un leader: nelle ultime quattro partite il classe 2002 ha segnato 2 gol (di cui uno decisivo al minuto 97 nella vittoria per 2-3 in casa della Scozia) e conquistato un rigore.

Le cause della doppia personalità e l’obiettivo per il futuro

Restano ancora un mistero le motivazioni per cui Zalewski abbia un rendimento così differente tra la Roma e la Polonia ma i numeri non mentono: in giallorosso ha collezionato 2 gol e 6 assist in 6164 minuti (media di partecipazione a una rete ogni 770’ circa), mentre in nazionale ha messo a referto 3 gol e 5 assist in 1719 minuti (la media scende addirittura a 214’ circa).

Una spiegazione potrebbe risiedere nello schieramento tattico delle due squadre: Nicola è un calciatore molto duttile e nel corso della carriera è stato trasformato da ala d’attacco sinistra (all’occorrenza anche trequartista) a esterno di centrocampo. Dopo un inizio brillante ha risentito di questo cambiamento e il gioco di Mourinho, caratterizzato da grande compattezza difensiva, ha limitato le sue caratteristiche offensive. Inoltre in numerose partite è stato schierato fuori ruolo e ha ricoperto anche le posizioni di terzino ed esterno destro. Sotto la guida di De Rossi è stato utilizzato raramente ed è partito titolare in 6 gare su 30. Con la Polonia, soprattutto nell’era Probierz, gioca solo sulla fascia sinistra (la sua zona di competenza) ed è molto più libero di spingersi in avanti e attaccare.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il fattore ambientale: alla Roma la fiducia nei suoi confronti sembra scemata e anche i tifosi appaiono spazientiti a causa delle prestazioni negative fornite negli ultimi anni, mentre in nazionale viene considerato uno dei talenti più brillanti della squadra e i sostenitori polacchi lo esaltano continuamente. “Qui mi sento molto importante”, le sue parole in conferenza stampa.

Ora Zalewski vuole far cambiare idea ai romanisti ed è pronto a dare tutto se stesso anche per mister Juric, il quale lo ha sempre apprezzato: “Sono molto contento del reintegro in rosa e continuerò a lottare per giocare nella Roma. Juric aveva mostrato interesse nei miei confronti sin dai tempi del Torino. Sapevo di piacergli ed ero convinto che con lui avrei giocato”.

Al momento però resta ancora un calciatore dalla doppia personalità, proprio come il Dr. Jekyll e Mr. Hyde: la versione ‘bella’ si può ammirare con la Polonia, mentre il lato ‘oscuro’ con la Roma. Il tempo scorre e la scadenza del contratto si avvicina, motivo per cui ora Nicola è chiamato a mostrare tutto il suo talento anche in giallorosso, proprio come accadde nella stagione 2021/22.