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Svolta Juventus: cosa è mancato a Thiago Motta e le idee del nuovo tecnico Tudor

Dopo mesi di risultati altalenanti e una crisi di gioco sempre più evidente, la Juventus ha deciso di esonerare Thiago Motta, affidando la panchina a Igor Tudor. Una scelta drastica a sole nove partite dalla fine della stagione, ma che evidenzia la volontà dellla società bianconera di dare una svolta immediata ad una s

Redazione
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Dopo mesi di risultati altalenanti e una crisi di gioco sempre più evidente, la Juventus ha deciso di esonerare Thiago Motta, affidando la panchina a Igor Tudor. Una scelta drastica a sole nove partite dalla fine della stagione, ma che evidenzia la volontà dellla società bianconera di dare una svolta immediata ad una situazione che rischiava di diventare ancora più pesante. Ma cosa è mancato all’ex tecnico del Bologna e cosa può dare Tudor alla Vecchia Signora?

Dalle aspettative altissime al declino

L’arrivo di Thiago Motta sulla panchina bianconera era stato accolto in estate con entusiasmo, viste le ottime qualità dimostrate alla guida dello Spezia prima e al Bologna poi. Il tecnico italobrasiliano era stato scelto per la sua filosofia di gioco offensivo, basata su un calcio moderno e su un possesso ragionato. Sfortunatamente, però, ciò che aveva impressionato in passato non si è mai concretizzato a Torino.

Uno dei problemi principali della sua gestione è stata la mancanza di equilibrio tattico. La stagione non era iniziata male, con risultati positivi anche senza l’apporto dei nuovi innesti (Koopmeiners e Douglas Luiz su tutti), ma con il passare dei mesi questi ultimi hanno faticato sempre di più ad entrare nei meccanismi. Se da un lato la squadra cercava di sviluppare un gioco propositivo, dall’altro è apparsa spesso vulnerabile in difesa, soprattutto a causa del grave infortunio di Gleison Bremer, che ha inciso pesantemente sulla solidità difensiva. L’identità offensiva, poi, è stata inesistente, mai trovata: Vlahovic prima e Kolo Muani dopo sono sembrati spesso isolati, con il centrocampo incapace di metterli nelle condizioni migliori per trovare la via del gol.

La situazione è degenerata a partire da gennaio, quando inspiegabilmente alcuni giocatori chiave come Vlahovic e Yildiz sono stati messi ai margini. L’esclusione di questi elementi fondamentali ha limitato le soluzioni offensive a disposizione, privando la squadra di talento e incisività nei momenti cruciali della stagione.

Il crollo delle prestazioni ha messo la Juventus in difficoltà, facendo sfumare la possibilità di competere per lo scudetto oltre all’eliminazione dalla Champions League per mano del PSV.

Igor Tudor: un profilo diverso per ridare solidità alla Juventus

L’arrivo di Igor Tudor rappresenta un netto cambio di rotta. Ex difensore bianconero e già assistente di Andrea Pirlo nella stagione 2020/21, Tudor ha costruito la sua carriera da allenatore su principi ben diversi da quelli di Thiago Motta. Il croato è un tecnico pragmatico, che predilige un calcio più verticale e aggressivo, con un’attenzione particolare alla fase difensiva.

Il suo sistema di gioco di riferimento è il 3-4-2-1 o il 3-4-1-2, moduli che ha adottato sia all’Hellas Verona sia alla Lazio. Con gli scaligeri, Tudor si è distinto per la capacità di rendere la squadra compatta e con un pressing alto che impediva agli avversari di sviluppare il gioco. Alla Lazio, invece, ha cercato di adattare la squadra al suo stile (per quanto possibile) puntando sull’aggressione immediata dopo la perdita del possesso e sulla transizione veloce. Uno degli aspetti chiave del suo gioco è l’intensità.

Tudor pretende dai suoi giocatori grande applicazione tattica ed enorme dispendio fisico. Questo potrebbe essere un vantaggio per la Juventus, che è apparsa spesso troppo prevedibile e inconcludente. Il primo cambiamento atteso riguarda la fase difensiva. Tudor è un allenatore che lavora molto sulla solidità della squadra e dovrebbe passare a una difesa a tre con un atteggiamento più aggressivo, per coprire meglio il campo e subire meno ripartenze.

Un altro aspetto su cui il croato può incidere è il rendimento di alcuni giocatori chiave: Vlahovic potrebbe beneficiare di un gioco più diretto, con un numero maggiore di palloni in profondità e meno necessità di partecipare alla manovra. Anche il centrocampo potrebbe trovare più equilibrio, con maggiore copertura difensiva e libertà per giocatori come Locatelli e McKennie di sganciarsi in avanti.

Ad essere valorizzati saranno gli esterni, fattore che potrebbe rilanciare giocatori come Weah e Cambiaso, entrambi dotati di grande corsa e capacità di supportare le due fasi. Con un sistema basato sulle corsie laterali, il loro apporto potrebbe essere decisivo nel nuovo assetto. Allo stesso tempo, Tudor è un allenatore che esalta anche le seconde punte e i trequartisti: in questo senso, Yildiz potrebbe trovare più spazio e responsabilità, così come un eventuale avanzamento di Koopmeiners potrebbe rappresentare un’aggiunta perfetta per il suo stile di gioco.

Speranze future

L’esonero di Thiago Motta è stato un segnale chiaro della dirigenza: la Juventus non può permettersi un’altra stagione di transizione. Con l’arrivo di Tudor, la squadra avrà un’identità tattica diversa, più solida e battagliera, con l’obiettivo di risalire in classifica e conquistare un posto in Champions League scalciando Bologna, Lazio, Roma e Milan. Resta da vedere se il croato riuscirà a trasmettere rapidamente i suoi principi ai giocatori e a dare la scossa necessaria per evitare un altro finale di stagione deludente.