Il Sunderland dopo “Sunderland ‘Til I Die”
Il 14 dicembre 2018 esce sulla nota piattaforma di streaming Netflix, un docu-reality sportivo intitolato “Sunderland ‘Til I Die“. La serie è prodotta da Fulwell 73 e racconta gli eventi della squadra calcistica di una nota società inglese, il Sunderland AFC. Il documentario calcistico è diviso in otto episodi, che mos
Il 14 dicembre 2018 esce sulla nota piattaforma di streaming Netflix, un docu-reality sportivo intitolato “Sunderland ‘Til I Die“. La serie è prodotta da Fulwell 73 e racconta gli eventi della squadra calcistica di una nota società inglese, il Sunderland AFC.
Il documentario calcistico è diviso in otto episodi, che mostrano la terribile annata del 2017-2018 in cui i biancorossi, retrocessi in Championship a causa dell’ultimo posto in Premier League nella stagione precedente, puntano a tornare nella massima serie nel primo anno di cadetteria. Cosa succede? Il Sunderland anziché tornare in prima divisione scende in League One (la nostra Serie C), con la città in totale caos.
Il calciomercato fallimentare del 2017-2018
Come detto in precedenza, l’obiettivo della società inglese era quello di tornare in Premier il prima possibile. Tuttavia la società rimase molto delusa dalla retrocessione in Championship, quindi decise di fare un calciomercato all’insegna del risparmio vendendo tutti i pezzi pregiati, visti i tanti soldi investiti l’anno precedente.
In estate venne ceduto il talentuoso portiere Jordan Pickford all’Everton, per una cifra record di quasi 30 milioni di euro. Con il passare dei mesi infatti, l’estremo difensore divenne il numero 1 titolare della nazionale dell’Inghilterra ai Mondiali di calcio del 2018.
Il rientro dal prestito di Jermain Defoe, autore di una delle sue migliori stagioni in assoluto in Premier, diede una forte scossa ai tifosi. Jeremain Lens, Fabio Borini e il ritiro dal calcio giocato di Joleon Lescott sono solo alcuni esempi di come nell’anno della cadetteria, il Sunderland avesse perso tutti i suoi migliori giocatori.
Gli acquisti invece furono di bassissimo livello. Tutti i nuovi giocatori vennero presi in prestito secco o con un diritto di riscatto altissimo. Tra i nomi più importanti troviamo Aiden McGeady e Lewis Grabban.
La stagione di Championship
La prima parte di stagione non fu troppo allarmante. Il Sunderland nelle prime giornate aveva sì pochi punti rispetto alle previsioni, ma era appena sotto la zona PlayOff e quindi si poteva tranquillamente rimediare al danno iniziale.
Con il passare dei match, il tecnico biancorosso Simon Grayson fu esonerato dopo una lunga serie di sconfitte che portarono la squadra inglese clamorosamente in fondo alla classifica.
A gennaio la situazione peggiorò con la vendita all’Aston Villa di Lewis Grabban, l’unica punta di livello dei black cats. L’attaccante fu rimpiazzato con il giovane Ashley Fletcher che però si rivelò un flop totale.
Per la situazione di estrema difficoltà, la società decise di affidarsi ad un tecnico di esperienza per far risalire la squadra in Championship, e la scelta fu quella di ingaggiare Chris Coleman. La situazione non migliorò e il Sunderland a fine stagione si trovò all’ultimo posto matematicamente retrocessa.
Il patron biancorosso decise di vendere la squadra prima della fine della stagione trovando un acquirente spagnolo. L’ultima giornata fu vinta sotto gli occhi del nuovo presidente, contro la prima in classifica, il Wolverhampton. La società inglese prevalse sugli ospiti per 3-0 e negò alla capolista di raggiungere i 100 punti in campionato.
Una nuova era
E dopo? Questa è la domanda che tutti gli appassionati di calcio si sono posti dopo aver visto questa serie. Nella stagione 2018-2019, il Sunderland ebbe subito la possibilità di tornare in Championship grazie ad un quinto posto, che significò PlayOff. I biancorossi vinsero la doppia semifinale contro il Portsmouth ed in finale incontrarono l’ostico Charlton Athletic.
Il Dio del calcio delle volte sa essere malefico. I black cats infatti persero la possibilità di promozione con un goal subito al 94esimo e furono sconfitti 2-1. Fu l’ennesima delusione per la città ed i tifosi.
Attualmente la società inglese sta affrontando la seconda stagione consecutiva in League One. Dopo 15 giornate la classifica vede i biancorossi al settimo posto, fuori dalla zona PlayOff ed a 8 punti dalla vetta.
Il Sunderland tornerà in Premier League prima o poi? Aspettando la risposta, noi siamo certi che i tifosi non smetteranno mai di sostenere la loro squadra. Infatti il loro motto, nonché il titolo della serie, recita: “Sunderland ‘Til I Die” che tradotto significa “Sunderland fino alla morte“.