Roma, Wijnaldum: “Quando mi sono infortunato sono entrato in depressione. La riabilitazione è un grosso sacrificio”
Continua il calvario di Georginio Wijnaldum. L’olandese è arrivato alla Roma in estate per risollevare il centrocampo giallorosso orfano di Mkhitaryan. L’ex Liverpool però, non ha avuto il modo di mettersi in mostra per colpa della rottura della tibia procurata in allenamento. Da quel momento, il giocatore in prestito
Continua il calvario di Georginio Wijnaldum. L’olandese è arrivato alla Roma in estate per risollevare il centrocampo giallorosso orfano di Mkhitaryan. L’ex Liverpool però, non ha avuto il modo di mettersi in mostra per colpa della rottura della tibia procurata in allenamento. Da quel momento, il giocatore in prestito dal PSG ha iniziato una lenta riabilitazione che ancora lo sta tenendo ai box. Secondo le ultime informazioni uscite però, Gini dovrebbe tornare a disposizione di José Mourinho verso la fine di gennaio.
L’olandese è stato intervistato da ESPN, che gli ha fatto delle domande su come sta procedendo la sua riabilitazione e su come avesse preso l’infortunio che di fatto non gli ha mai permesso di poter iniziare la sua avventura nella Capitale.
Le parole di Wijnaldum a ESPN
La riabilitazione
“La riabilitazione sta andando davvero nella giusta direzione. Quando è successo ho pianto per diversi giorni, ero triste. Adesso vivo come un monaco, diciamo, ma mi sento molto bene. Sto vedendo molti progressi, anche se adesso vivo lontano dalla mia famiglia. Torno nei fine settimana, è unn sacrificio devo fare. In questo momento sono completamente da solo e vedo davvero solo due posti, ovvero il mio appartamento e il campo di allenamento. Devo solo superare questo momento e non voglio avere distrazioni”.
Il rapporto con la Roma e con i tifosi romanisti
“La cosa più difficile? All’inizio è stato accettare che fossi infortunato e non potessi giocare partite ufficiali, e poi non potevo camminare. Ogni cosa che facevo richiedeva molto tempo e i progressi all’inizio erano minimi. Al momento dell’infortunio non mi faceva così male, tanto che mi sono alzato per tornare in piedi. Ero arrivato alla Roma perché volevo tornare a divertirmi, è stato un nuovo inizio, mi hanno accolto a braccia aperte, mi hanno celebrato. Volevo ricambiare tutto questo, poi purtroppo è svanito tutto”.