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Qatar 2022, Infantino: “Critiche al Mondiale? Ipocrite. Mi sento gay, disabile e un lavoratore migrante”

Clima tesissimo in Qatar a pochi giorni dall’inizio del Mondiale. Il mondo sta facendo i conti con le durissime regole della cultura musulmana. Infatti, oltre a vietare l’entrata allo stadio alle donne senza velo e alle discriminazioni verso la comunità LGBTQ+, a molti non è andato giù il trattamento riservato ai lavor

Redazione
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Clima tesissimo in Qatar a pochi giorni dall’inizio del Mondiale. Il mondo sta facendo i conti con le durissime regole della cultura musulmana. Infatti, oltre a vietare l’entrata allo stadio alle donne senza velo e alle discriminazioni verso la comunità LGBTQ+, a molti non è andato giù il trattamento riservato ai lavoratori. I folli orari di lavoro di chi ha dovuto costruire in pochissimo tempo gli stadi che ospiteranno le partite della Coppa del Mondo, hanno portato alla morte di circa 6500 persone.

Piovono dunque le critiche alla FIFA, che hanno richiesto l’intervento dell’attuale presidente Gianni Infantino. Durante la conferenza stampa alla vigilia della cerimonia d’apertura, lo svizzero ha risposto ai grandi quesiti posti riguardo il Mondiale.

La conferenza stampa di Infantino

Ecco la risposta di Gianni Infantino alle critiche rivolte al Qatar e al fatto di aver dovuto organizzare un Mondiale in inverno.

Sul Qatar
“Oggi mi sento qatarino. Oggi mi sento arabo, oggi mi sento africano, oggi mi sento gay, oggi mi sento disabile, oggi mi sento un lavoratore migrante. Quello che sta accadendo in questo momento è profondamente, ingiusto. Le critiche al Mondiale sono ipocrite. Per quello che noi europei abbiamo fatto negli ultimi 3.000 anni dovremmo scusarci per i prossimi 3.000 anni, prima di dare lezioni morali agli altri. Queste lezioni morali sono solo ipocrisia”.

Gli alcolici vietati all’interno degli stadi
“Personalmente penso che i tifosi possono sopravvivere senza bere birra per tre ore. In Francia come Spagna o in Scozia”.

La discriminazione
“So cosa significa essere discriminati, essere vittima di bullismo. Da bambino venivo preso di mira perché avevo i capelli rossi e le lentiggini, inoltre ero italiano, quindi immaginate”.

I progressi del Qatar
“Fra le grandi aziende che guadagnano miliardi in Qatar, quante hanno risolto la questione del destino dei lavoratori migranti? Nessuna, perché un cambio di legislazione equivale a minori profitti. Ma noi l’abbiamo fatto. Perché nessuno riconosce questo progresso?”.