Polveriera Uruguay, tutti contro “El Loco” Bielsa: dalle accuse shock di Suarez e Canobbio alla crisi di risultati
L’Uruguay non sa più vincere e nella giornata di ieri è arrivata l’inaspettata sconfitta per 1-0 in casa del Perù nel match valido per la nona giornata delle qualificazioni al Mondiale del 2026. La rete realizzata da Miguel Araujo rappresenta il punto più basso dell’era Marcelo Bielsa e la striscia di partite consecuti
L’Uruguay non sa più vincere e nella giornata di ieri è arrivata l’inaspettata sconfitta per 1-0 in casa del Perù nel match valido per la nona giornata delle qualificazioni al Mondiale del 2026. La rete realizzata da Miguel Araujo rappresenta il punto più basso dell’era Marcelo Bielsa e la striscia di partite consecutive senza vittoria si è allungata a tre. Il numero però sale a sei se si contano anche le sfide con Brasile e Canada (terminate in pareggio nei 90 minuti e successivamente vinte dall’Uruguay ai calci di rigore) e la precedente sconfitta per 0-1 contro la Colombia nella semifinale di Copa America. Il dato ancora più allarmante è legato al pessimo rendimento offensivo: negli ultimi sei incontri sono ben cinque le volte in cui la Celeste non ha trovato il gol, segnando solamente contro il Canada (2-2).
La parabola discendente dell’era Bielsa: l’inizio positivo, l’exploit contro Argentina e Brasile e il clamoroso ko contro il Perù
Nominato nuovo commissario tecnico il 16 maggio 2023, l’avventura di Marcelo Bielsa sulla panchina dell’Uruguay inizia nel migliore dei modi e l’esordio viene bagnato con una vittoria per 4-1 in amichevole contro il Nicaragua. Dopo aver battuto anche Cuba, la prima partita ufficiale è contro il Cile e si tratta della prima giornata delle qualificazioni al prossimo Mondiale: la Celeste domina e trionfa 3-1, portando a casa tre punti. Successivamente l’Uruguay cade 2-1 in casa dell’Ecuador e pareggia 2-2 contro la Colombia, ma la svolta arriva il 18 ottobre 2023 grazie a un fondamentale successo per 2-0 contro il Brasile. La squadra inizia a divertirsi e mette in mostra un gioco affascinante che la porta a battere 0-2 l’Argentina a Buenos Aires (interrotta la striscia di 14 vittorie consecutive dell’Albiceleste) e 3-0 la Bolivia. Dopo alcune amichevoli inizia la Copa America 2024 e l’Uruguay continua a regalare spettacolo: 3-1 contro il Panama e 5-0 contro la Bolivia. Ai quarti arriva il Brasile e al termine di una partita combattutissima si va ai calci di rigore: Eder Militao e Douglas Luiz falliscono dal dischetto, garantendo così agli uomini di Bielsa l’accesso alla semifinale. L’avversario è la Colombia e, nonostante l’uomo in più per tutto il secondo tempo, la Celeste perde 0-1 e viene eliminata. La competizione termina comunque positivamente, dato che si piazza al terzo posto in classifica grazie al successo ai rigori contro il Canada.
Si arriva così alla sosta di settembre e l’aria all’interno dello spogliatoio sembra cambiata: la squadra inizia a faticare e ottiene due deludenti pareggi per 0-0 contro Paraguay e Venezuela. Un mese più tardi si torna in campo ma la situazione appare peggiorata, tanto che arriva una clamorosa sconfitta per 1-0 contro il Perù ultimo in classifica.
Tutte le accuse contro Bielsa: dall’attacco di Suarez e Canobbio alle conferme di Valverde e Godin
La crisi ha radici molto più profonde e ciò che accade in campo è solamente la punta dell’iceberg: il rapporto tra i calciatori e il commissario tecnico si è ormai logorato e a scoperchiare il vaso di Pandora è stato Luis Suarez, lo storico centravanti uruguaiano ritiratosi dalla nazionale il 7 settembre 2024. Il 4 ottobre l’ex bomber di Liverpool e Barcellona e attualmente in forza all’Inter Miami rilascia un’intervista a DSports e svela dei clamorosi retroscena sul comportamento dell’allenatore nei confronti della rosa: “In Copa America ci sono state situazioni che mi hanno ferito e di cui non ho parlato per il bene del gruppo. I giocatori raggiungeranno un limite ed esploderanno. Già durante la Copa America alcuni mi hanno detto: ‘Luis, sarà il mio ultimo torneo e poi non giocherò più’. Matias Vecino è stato il primo a capire cosa stesse succedendo: perché nessuno si è stupito che uno come lui, a soli 30 anni, se ne sia andato dalla nazionale da un giorno all’altro?”.
“Inizialmente c’era armonia tra squadra e staff tecnico, ora però tutto questo è andato perso – continua Suarez –. Al Complejo Celeste i dipendenti non possono né salutarci né mangiare con noi e devono addirittura stare attenti anche alle porte in cui entrano. Mi spezza il cuore che ci sia questa atmosfera. Durante la mia ultima convocazione alcuni di noi stavano giocando a carte e i membri dello staff di Bielsa ci controllavano. Inoltre dei giocatori avevano organizzato un incontro per chiedere al ct di salutarli almeno con un ‘Buongiorno’, dato che lui nemmeno si degnava di dire ‘Ciao’. In veste di capitano ho avuto un colloquio di cinque minuti con Bielsa e alla fine mi ha risposto solo con un ‘Grazie mille'”.
Le critiche si estendono anche al metodo di allenamento: “Ci siamo sempre allenati in momenti diversi della giornata. Perché non dovrei voler passare del tempo con Maxi Araujo e Nico de la Cruz, che sono due miei cari amici? Ad esempio avrei voluto allenarmi con Ronald Araujo per metterlo alla prova… L’armonia del gruppo e l’energia positiva nell’ambiente portano a grandi prestazioni, ma quando ti alleni in orari diversi e sei così lontano dal resto della squadra diventa davvero difficile”.
Inoltre il commissario tecnico ha allontanato la squadra dai tifosi: “Bielsa in conferenza stampa aveva lodato i nostri sostenitori e poi in una trasferta a New York ci disse di non fermarci a salutare la gente. Io mi alzai e gli dissi che saremmo andati comunque a salutare i nostri tifosi come segno di rispetto. Noi volevamo salutarli, quindi scendemmo dal pullman e andammo da loro”.
Il durissimo attacco del ‘Pistolero’ si basa su eventi realmente accaduti e la conferma è arrivata anche dal centrocampista Federico Valverde, intercettato dai giornalisti durante il ritiro dell’Uruguay: “Tutto ciò che ha detto Luis è vero. Non ha mai mentito e ha sempre raccontato la verità senza esagerare in alcun punto. Ha detto come stanno le cose”.
La pesante atmosfera è stata raccontata anche da Agustin Canobbio, il quale aveva ricevuto il supporto di Suarez: “Sono al suo fianco. Bielsa lo ha fatto allenare per giorni con le riserve, è stata una mancanza di rispetto assoluta”. Il calciatore del Club Athletico Paranaense ha rivelato ulteriori retroscena: “Concordo completamente con tutto ciò che ha detto Luis Suarez – le sue parole al programma ‘Minuto Uno’ di Carve Deportiva –. Ha ragione e non ha affatto esagerato. In occasione della sconfitta contro l’Ecuador Bielsa ha puntato il dito solo contro di me anche se in campo siamo 11 giocatori. Prima della Copa America ho pensato di andarmene e tornare in Brasile. Ci ho riflettuto ogni volta che mi mancava di rispetto o mi umiliava ma alla fine sono rimasto perché amo il mio Paese”.
Anche Diego Godin, leggendario difensore dell’Uruguay, ha parlato del rapporto tra la squadra e Bielsa a Radio DSports: “Non sono sorpreso, mi hanno raccontato certe cose… Non ho avuto l’opportunità di lavorare con Bielsa ma conosco Suarez da oltre 15 anni ed è una persona schietta. Luis non sta mettendo in discussione i metodi di allenamento o lo stile di gestione ma sta semplicemente dando voce a coloro che non si sentono a proprio agio in nazionale. L’unica cosa che posso fare è fidarmi di ciò che dice Luis. Eravamo abituati a Tabarez e con lui avevamo stabilito un determinato rapporto. Non dico che sia meglio o peggio ma ciò a cui Suarez si riferisce è l’aspetto umano, la comunicazione e il rispetto”.
La risposta di Bielsa: “La mia autorità è stata intaccata”
In seguito alle durissime critiche ricevute, nella giornata di ieri è arrivata la tanto attesa risposta di Bielsa: “Non ignoro quanto accaduto e sono consapevole che la mia autorità è stata intaccata… La convinzione con cui è stata preparata la partita però non è affatto cambiata, la professionalità e il modo in cui il gruppo e lo staff tecnico hanno lavorato è stato infatti lo stesso di sempre. Gli incontri con i giocatori? Sono cose che appartengono alla sfera privata e non ho intenzione di svelare il contenuto delle riunioni. Dal mio punto di vista questa situazione dovrebbe essere risolta internamente”.
L’atmosfera all’interno dello spogliatoio resta quindi davvero pesantissima e la situazione sembra poter definitivamente precipitare da un momento all’altro. Attualmente l’Uruguay si trova al terzo posto in classifica nelle qualificazioni al Mondiale del 2026 e la partita contro l’Ecuador, in programma tra tre giorni, potrebbe risultare davvero decisiva per il futuro del ‘Loco‘ Bielsa.