Paura, delirio e spettacolo a Doha: l’Argentina è campione del mondo per la terza volta nella sua storia
Finale non adatta ai deboli di cuore. L’Argentina, trentasei anni dopo l’ultima volta in Messico, torna sul tetto del Mondo per la terza volta nella sua storia. Non bastano 90 minuti, neanche 120, perché è la lotteria dei rigori a risultare decisiva. I tempi regolamentari terminano 2-2: apre la Seleccion con Messi su r
Finale non adatta ai deboli di cuore. L’Argentina, trentasei anni dopo l’ultima volta in Messico, torna sul tetto del Mondo per la terza volta nella sua storia. Non bastano 90 minuti, neanche 120, perché è la lotteria dei rigori a risultare decisiva. I tempi regolamentari terminano 2-2: apre la Seleccion con Messi su rigore e Di Maria; poi pareggia Mbappé nel giro di due minuti soltanto tra l’ottantesimo e l’ottantunesimo. Ai supplementari, però, a 12 giri di orologio dal termine, è di nuovo la Pulce a riportare avanti i suoi con un tap in vincente su cui Upamecano non può far nulla. La stellina transalpina dal numero 10, però, riacciuffa ancora una volta i sudamericani con il secondo penalty della sua serata. Pari e patta, servono i rigori.
I rigori
La Francia ne sbaglia due, l’Argentina no. L’ultimo, quello che vale la coppa, è di Montiel, che spiazza Lloris e manda i suoi letteralmente in paradiso. Una partita che resterà di diritto nella storia di questo sport, con una particolare dedica a chi non ha potuto viversela: Diego Armando Maradona.