OK Calciomercato

Nazionale, Ventura: “Ora Mancini viene compatito, nel 2017 io ero l’unico colpevole”

A pochi giorni di distanza dalla disfatta del Barbera dell’Italia, il clima attorno al sistema calcistico italiano continua ad essere piuttosto teso. Il ct Mancini nonostante la sconfitta bruciante contro la Macedonia del Nord è stato confermato e c’è a chi questa cosa non è andata giù. Si tratta di Gian Piero Ventura,

Redazione
Condividi

A pochi giorni di distanza dalla disfatta del Barbera dell’Italia, il clima attorno al sistema calcistico italiano continua ad essere piuttosto teso. Il ct Mancini nonostante la sconfitta bruciante contro la Macedonia del Nord è stato confermato e c’è a chi questa cosa non è andata giù. Si tratta di Gian Piero Ventura, che si è sfogato in un intervista rilasciata al Corriere della Sera. L’allenatore ligure ha voluto rimarcare la disparità di trattamento ricevuta rispetto al tecnico ex Inter.

Ventura, che 4 anni fa perse lo spareggio Mondiale contro la Svezia, si è lamentato del fatto che fu giudicato come l’unico colpevole e di non aver avuto la vicinanza dell’allora presidente della FIGC.

Le parole di Ventura

Sulla recente eliminazione dell’Italia
“A Palermo, dopo la sconfitta con la Macedonia del Nord, il presidente Gravina era seduto accanto a Mancini. Io a San Siro ero solo, l’unico colpevole. Non l’ho mai trovato giusto”.

Riguardo a Italia-Svezia
“Se ho rivisto Italia-Svezia? Per certi versi sì. Ma il contesto era completamente diverso. Prima dei playoff la mia Nazionale era già contestata. Eppure io sono uscito con Svezia e Spagna, ma non mi piace fare comparazioni. Se poi penso a certe immagini: per esempio Gravina a Palermo era vicino a Mancini, al suo allenatore, gli ha dato sostegno. Ho sorriso in questi giorni leggendo alcune dichiarazioni, qualche giornale: “Nel calcio può succedere”, “Caccia ai colpevoli”. Nel 2017 ce ne era solo uno. Trovai scorretto dovermi prendere tutte le colpe. Ma ormai l’ho superato, spero che l’Italia torni presto tra le migliori squadre del mondo”.

Sul calcio italiano
“Si è fermato un po’ sul piano delle idee, è meno divertente. C’è stato l’exploit di Gasperini con l’Atalanta, poi qualche anno fa il Napoli di Sarri. Per il resto non mi sembra che sia un momento esaltante. Bisogna dare più importanza ai settori giovanili, deve prevalere la tecnica sulla tattica. Prima alle scuole calcio i ragazzini passavano ore col pallone tra i piedi, la tattica era l’ultimo dei problemi. Se non hai la tecnica come fai a giocare?”.