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Milan, Giroud: “Qui sto bene, ma per il rinnovo non so. Pioli? Sempre stato al suo fianco”

Il Milan ha superato il momento di difficoltà e si sta rilanciando verso le zone più alte della classifica, anche se Juventus e Inter sono ancora a distanza di sicurezza (6 e 5 punti). Chi crede in una possibile rimonta è Olivier Giroud, intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport per parlar anche di

Redazione
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Il Milan ha superato il momento di difficoltà e si sta rilanciando verso le zone più alte della classifica, anche se Juventus e Inter sono ancora a distanza di sicurezza (6 e 5 punti). Chi crede in una possibile rimonta è Olivier Giroud, intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport per parlar anche di presente e futuro. Tra le altre cose, l’attaccante francese ha fatto sapere di essere stato sempre al fianco del suo allenatore, Stefano Pioli, sia nei momenti di quiete che di tempesta.

Il presente

“Si può sempre migliorare, è una questione di volontà, e l’assist ha sempre fatto parte del mio calcio. Penso che il mio possa essere un buon esempio per i più giovani: non si smette mai di crescere. Specialmente se sei dove vorresti essere: io al Milan sto bene, ho ricevuto un’accoglienza da sogno, con Pioli e il suo staff c’è un grande rapporto”. 

Il futuro

“Non so ancora che cosa succederà in futuro. Però so che qui mi sento bene e che al Milan ho fatto grandi cose. La nostra è una storia d’amore. Con il club non abbiamo ancora davvero affrontato l’argomento rinnovo, più avanti vedremo e decideremo. La cosa più importante è rimanere concentrato sugli obiettivi della squadra. MLS? Ci sono anche altri paesi, a fine stagione si apriranno più opportunità e prenderò la mia decisione. Da calciatore e da padre di famiglia”. 

Pioli

“Quando era nella tempesta gli ho parlato, dandogli sempre il mio sostegno. Gli ho detto: ‘Ci sono passato anch’io, se hai bisogno ci sono sempre’. Quando ho segnato alla Roma, ho festeggiato anche per lui. Io e il mister abbiamo una relazione di fiducia reciproca: io do sempre il massimo per lui e per la squadra e lui lo sa”. 

Ibrahimovic e i suoi consigli

“Ibra è il link tra RedBird e la squadra, ci connette con la proprietà senza sovrapporsi al lavoro di Pioli. È qui per aiutare, soprattutto sull’approccio mentale e le motivazioni. Parla con noi e ci aiuta. Dice: ‘Se vincete voi, vinco anche io’. Mi incoraggia sempre, mi parla prima e durante le partite, all’intervallo. Vuole che io prenda la parola, che aiuti i miei compagni: Zlatan sa che questo è un gruppo giovane che ha bisogno di esperienza, di giocatori che parlino e diano l’esempio. Mi vuole più leader”. 

Lo scudetto

“L’obiettivo è concentrarci sul percorso. Se stiamo bene e facciamo come si deve, possiamo provare ad accorciare su Juventus e Inter, che stanno giocando una grandissima stagione. Ad aprile le incontreremo entrambe, una dopo l’altra, dobbiamo arrivarci al massimo. Prima vinciamo e guadagniamo punti, poi parliamo. Per adesso è difficile pensare allo scudetto”. 

Su Leao

 “Ci sono molte aspettative su di lui. Rafa sa che deve essere ancora più esigente con sé stesso, conosce il suo valore. Da compagno, posso dire che uno come lui è decisivo anche quando non segna: in una squadra contano aspetti che magari non balzano subito agli occhi. Noi sappiamo che Rafa può fare di più e lo sosteniamo: può salire a un livello altissimo. Gli serve continuità. E qualche gol in più, certo”.

Un futuro da dirigente

“Mi piacerebbe diventare direttore sportivo. Occuparmi di prima squadra, settore giovanile, mercato: tutto questo ti dà una visione di insieme. Di sicuro non farò l’allenatore, troppo stress… (risata, ndr)”.

I derby persi

“Bruciano. Il derby deve bruciare qui (si tocca il petto, ndr). Ibra serve anche a questo, per far capire ai più giovani che il derby è una partita particolare, deve venire dal cuore e dall’anima. Siamo sulla buona strada, anche se mancano ancora troppe partite”. 

Obiettivo Europa League

“Siamo tra le squadre che possono vincerla. Siamo un po’ outsider e un po’ favoriti: è un trofeo che vogliamo provare a vincere anche perché manca nella bacheca del club”. 

L’episodio Maignan

“Mike sta bene, è forte. Quello che è successo a Udine è alle spalle ma non deve più esistere, nella vita come su un campo di calcio, dove tutti dobbiamo dare il buon esempio. Giusta la linea dura con i tifosi dell’Udinese. Ora avranno una partita a porte chiuse e il club così perderà soldi. Forse questo sarà un motivo per fare di più, la prossima volta”.