Lazio, Tare: “La Serie A deve proseguire per rispetto delle morti e dei tifosi”
Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il direttore sportivo della Lazio Igli Tare si è lasciato andare a una serie di commenti sui temi che stanno attualmente dominando il palcoscenico calcistico. Dalla quarantena causata dal Coronavirus al taglio stipendi, senza ovviamente tralasciare il tema
Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, il direttore sportivo della Lazio Igli Tare si è lasciato andare a una serie di commenti sui temi che stanno attualmente dominando il palcoscenico calcistico.
Dalla quarantena causata dal Coronavirus al taglio stipendi, senza ovviamente tralasciare il tema più caldo: la sospensione del campionato. Di seguito riportiamo le sue parole.
Tra quarantena e allenamento
“Nonostante la situazione catastrofica che vive il Paese io e la mia famiglia stiamo bene. Per fortuna nessuno di noi è stato infettato dal virus“.
“Con i giocatori e con lo staff ci sentiamo ogni giorno singolarmente, è dura aspettare che tutto ricominci. Tuttavia dobbiamo avere grande rispetto per coloro che, da settimane, combattono in prima linea per salvare le vite di tante persone malate.”
“Allo stesso tempo però vorremmo tornare a una normalità e questo significa anche allenarci. I giocatori non attendono altro, aspettano solo il momento in cui possa tornare la normalità anche all’interno del club. A quel punto bisognerà ritrovare lentamente la forma e uscire da questo horror il prima possibile”.
I club rischiano il fallimento?
“Per il calcio italiano fermarsi qui sarebbe un disastro. Proveremo ad evitare che questo accada con tutta la nostra forza affinché si continui la stagione. Nel calcio italiano oltre il 75% dei club finanzia il proprio budget attraverso i diritti televisivi, se questi ricavi non dovessero esserci, ciò porterebbe al collasso“.
Sul taglio stipendi
“Dobbiamo ancora pensarci. I nostri giocatori sono stati in contatto tra di loro, ma non ne hanno ancora parlato. Ma possiamo ben immaginare che presto lo sarà anche per noi”.
E il campionato?
“Annullamento? No, la stagione deve essere terminata. Il campionato deve andare avanti per rispetto delle morti e di tutti i tifosi. Non è un tempo maturo per deciderne la cancellazione. Il numero di persone infette sta diminuendo e interrompere la stagione sarebbe ingiusto”.