Juventus, Rabiot: “Rinnovo? C’è la possibilità di andare via, ma a Torino sto bene”. E sul tocco di mano…
Adrien Rabiot è uno dei giocatori più in crescita nella rosa della Juventus. Il centrocampista francese approdato a Torino nel 2019, quest’anno sta tornando quello di un tempo e a suon di gol sta diventando il faro della mediana bianconera. Ciò che però preoccupa la dirigenza del club torinese, è che il francese è in
Adrien Rabiot è uno dei giocatori più in crescita nella rosa della Juventus. Il centrocampista francese approdato a Torino nel 2019, quest’anno sta tornando quello di un tempo e a suon di gol sta diventando il faro della mediana bianconera. Ciò che però preoccupa la dirigenza del club torinese, è che il francese è in scadenza di contratto e il rinnovo, almeno per ora, appare lontano per le richieste economiche del classe 1995.
Tuttavia, l’ex PSG non perde le speranze e non chiude la porta in faccia alla Juventus. Infatti, in un’intervista esclusiva rilasciata a Tuttosport, il ventisettenne ha commentato il suo futuro, ancora in bilico, ma non solo. Altro snodo cruciale delle sue dichiarazioni è stato sicuramente il pensiero sul chiacchierato caso del presunto fallo di mano che poi è risultato determinante ai fini del gol vittoria nel derby d’Italia contro l’Inter.
L’intervista di Rabiot a Tuttosport
Ecco le dichiarazioni di Adrien Rabiot rilasciate a Tuttosport.
Il suo futuro
“Per il momento non ci sono novità sul mio futuro, ma sicuramente parleremo presto. Tra circa due mesi la stagione sarà finita e proveremo a discutere, ma io sono tranquillo. C’è la possibilità di andare via, ma anche la possibilità di firmare un altro contratto con la Juve. Mi sento bene a Torino, faccio un bel lavoro nel club e c’è un buon rapporto coi dirigenti, i compagni e l’allenatore. Anche Allegri mi ha aiutato in due anni oltre a darmi molta fiducia. Il lavoro per me è alla base di tutto e per questo la Juventus è un’altra realtà, rispetto a tutti gli altri club. Non ho conosciuto altre società italiane, ma non penso che ce ne siano altre come la Juventus. Credo che tutto questo sia importante per stare bene e quindi fare la scelta giusta per il mio futuro”.
Sul derby d’Italia e il tocco di mano
“Il mio presunto tocco col braccio nell’azione del gol-vittoria contro l’Inter? In Francia non si sarebbe alzato tutto questo maremoto mediatico. In Italia ho capito che è sempre così, quando c’è qualcosa che può far discutere, se ne parla tanto e per tanto tempo. Da noi invece un po’ meno, ma lo capisco perché in Italia il calcio è vissuto quasi come una religione e quindi rappresenta una parte molto importante per la vita delle persone che lo seguono e sono tifosi. Per cui posso comprendere il motivo per cui da voi si parla così a lungo di tutto ciò che avviene sul terreno di gioco”.
“L’impressione che ho ricavato domenica è di un’Inter meno forte di quella che abbiamo sfidato all’andata a Torino, anche di quella dell’anno scorso e di due stagioni fa. Ho avuto la sensazione che loro provassero meno sicurezza, del resto in questo campionato hanno perso molte partite. Juve favorita in Coppa Italia? Beh, se guardiamo cosa ha detto il campo in questa stagione, allora ecco che dobbiamo evidenziare la nostra vittoria a Torino e poi quella recente a casa loro. Quindi dal punto di vista puramente psicologico, questo può rappresentare un piccolo vantaggio. Comunque se prendiamo la nostra rosa e la loro, vediamo che i valori sono abbastanza simili. Se guardo indietro a queste ultime settimane e penso alle nostre prestazioni, non posso che essere fiducioso sia per la conquista della Coppa Italia, sia dell’Europa League”.