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Juventus, Arrivabene: “L’obiettivo in Champions erano gli ottavi. Rinnovo Dybala? C’era l’accordo…”

La clamorosa eliminazione della Juventus agli ottavi di Champions League ha lasciato l’amaro in bocca ai dirigenti bianconeri, che ancora devono elaborare quanto è accaduto contro il Villarreal. Il primo a metterci la faccia è stato Maurizio Arrivabene, uomo di fiducia di John Elkann. L’ad bianconero ha rilasciato una

Redazione
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La clamorosa eliminazione della Juventus agli ottavi di Champions League ha lasciato l’amaro in bocca ai dirigenti bianconeri, che ancora devono elaborare quanto è accaduto contro il Villarreal. Il primo a metterci la faccia è stato Maurizio Arrivabene, uomo di fiducia di John Elkann. L’ad bianconero ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui ha fatto il punto sulla situazione bianconera.

Inoltre ha aggiunto qualche frase sull’addio di Cristiano Ronaldo e sul rinnovo di Dybala. La Joya sembra essere sempre più lontana da Torino e anche il discorso del suo prolungamento viene rimandato ormai da settimane.

Le parole di Arrivabene

Ecco le parole dell’ad Arrivabene al Corriere dello Sport:

Sull’eliminazione dalla Champions:
“Se ho assorbito la sconfitta? Sono un parsimonioso bresciano molto pragmatico e non racconto frottole. L’obiettivo di questa stagione era il passaggio agli ottavi e il posto Champions per la prossima. Raggiunto il primo, abbiamo proceduto partita dopo partita. L’uscita è stata spiacevole in assoluto, ma non cambia di una virgola i nostri piani. Si chiude un capitolo e se ne apre un altro, la società è focalizzata su un three years plan, un progetto triennale, nel quale deve coesistere l’aspetto finanziario con quello sportivo, i conti con i risultati del campo. Non abbiamo mai raccontato nulla di diverso, a partire dalla scorsa estate“.

Il commento su Cristiano Ronaldo:
Nei primi giorni, vedendolo al campo, motivato e sul pezzo, mi convinsi che sarebbe rimasto. In seguito manifestò altri propositi e sappiamo bene come è andata“.

Il piano in vista di giugno:
“Noi facciamo calcio, l’aspetto finanziario non può azzoppare quello sportivo. Vlahovic e Zakaria sono acquisti fatti in funzione di questa stagione, ma soprattutto della prossima. L’accelerazione di gennaio ha motivazioni evidenti. Attorno a Dusan c’erano dei movimenti, in particolare di club stranieri. Abbiamo considerato che se ci fossimo spinti fino a giugno probabilmente non saremmo risultati competitivi nella sempre meno ipotetica asta con inglesi e spagnoli. Abbiamo verificato se ci fossero le condizioni per prenderlo subito, individuato le eventuali uscite in grado non dico di pareggiare l’investimento ma di renderlo sostenibile e nel preciso momento in cui i conti sono tornati abbiamo esposto il piano a Andrea e subito dopo al CdA, che l’ha autorizzato”.

Situazione Dybala:
“Avevamo l’accordo con il giocatore ma poi le cose sono cambiate. L’inverno scorso c’è stato l’aumento di capitale da 400 milioni, che serviva a aggiustare i conti, non per il mercato, in più aspettavamo la semestrale, di conseguenza si sono rese necessarie nuove valutazioni riassumibili nei quattro parametri. Il giorno dell’ultimo contatto con l’agente, verso metà dicembre, alla domanda “possiamo ritenerci liberi?”, risposi sì, ma solo perché non avrei potuto chiudere l’operazione in quel preciso momento. Fu un atto di estrema onestà. Qualcuno ha scritto che a un certo punto sarei addirittura scappato da quella riunione. Scappato, capisce? Spiegai tanto all’agente quanto a Nedved e Cherubini che avevo un impegno personale inderogabile. Io non scappo. Ora vedremo come si presenterà Paulo, nulla è già deciso.”