Esclusiva OkC, Crudeli: “Ibrahimovic la medicina per il Milan. Boban e Maldini? Molto rivedibili”
La redazione di Ok Calciomercato ha intervistato in esclusiva Tiziano Crudeli, noto giornalista italiano, opinionista della trasmissione Diretta Stadio sull’emittente 7 Gold nonché grandissimo tifoso milanista. Chiaramente il tema principale è stato l’approdo di Zlatan Ibrahimovic in rossonero, ma non solo. Tanti infat
La redazione di Ok Calciomercato ha intervistato in esclusiva Tiziano Crudeli, noto giornalista italiano, opinionista della trasmissione Diretta Stadio sull’emittente 7 Gold nonché grandissimo tifoso milanista. Chiaramente il tema principale è stato l’approdo di Zlatan Ibrahimovic in rossonero, ma non solo. Tanti infatti sono stati gli argomenti trattati: dalle responsabilità di Gattuso al bilancio della gestione Boban–Maldini, passando per l’inadeguatezza di Giampaolo.
Le parole di Tiziano Crudeli alla nostra redazione
Con l’arrivo di Ibra si è riacceso l’entusiasmo nell’ambiente rossonero, di conseguenza è come se la classifica fosse stata messa da parte. Secondo lei, in questo preciso momento, l’acquisto di Ibrahimovic è quello di cui il Milan aveva più bisogno? E dove può arrivare?
“Noi milanisti dobbiamo rimanere coi piedi per terra e non fare voli pindarici. Ibra ha 38 anni. Un giocatore di 38 anni, per quanto possa dare un contributo, è sempre comunque fortemente condizionato dall’età che incide sul rendimento. Ciò nonostante, sono convinto che in questo momento Ibrahimovic potrebbe essere la farmacia dei mali del Milan, perché nello spogliatoio, nel gruppo, i rossoneri hanno assolutamente di un giocatore con il carisma e con la personalità dello svedese. Domani ci sarà la conferenza stampa nella quale io vorrei sottolineare la grandissima capacità di Ibra di coinvolgere: lo svedese ha fatto, in tutta la sua carriera 173 assist, di cui 51 in Italia, che devono sottolineare quanto Ibra sia importante per la squadra, indipendentemente dei gol che porta con sé. Questo dato non deve essere assolutamente sottovalutato soprattutto per questo Milan che con Piatek e Rafael Leao ha segnato veramente poco. In questo senso Ibra può aiutare entrambi a sbloccarsi”.
Con l’arrivo di Ibrahimovic certamente si ridisegnano le gerarchie nel reparto offensivo con Piatek e Leao che partono indietro. Qualcuno dice che almeno uno dei due sarà ceduto già da gennaio, altri ritengono che Ibra possa essere importante per la loro crescita. Lei cosa pensa a riguardo?
“Su questo sono molto curioso. Secondo me lo svedese può diventare indispensabile sia per Piatek che per Leao, che ha dei margini di miglioramento notevoli. Il polacco e il portoghese sono due giocatori che hanno bisogno di un’adeguata assistenza e Ibrahimovic può valorizzare entrambi. È chiaro che poi bisognerà cambiare tatticamente, ma questo non dipende dal sottoscritto. Una squadra non può avere a disposizione solo due punte in rosa e proprio in relazione a ciò il Milan non dovrebbe privarsi di nessuno. Dovrebbe tenere sia Piatek che Rafael Leao”.
“Mi sento di dare un voto negativo a Maldini e Boban”
Spostandoci sul tema societario, ci darebbe una valutazione sull’operato del duo Maldini- Boban fino a questo momento. Sono apparsi spesso insicuri e poco chiari. Cosa ne pensa lei?
“Chi come il sottoscritto ha vissuto l’epopea rossonera con Boban e Maldini spesso protagonisti ha un grandissimo valore affettivo nei confronti di questi due grandi personaggi. Però bisogna essere obiettivi e scindere quello che è stato il loro percorso da giocatori rispetto a quello che è stato finora il loro operato da dirigenti. Come manager, entrambi, ma soprattutto Maldini, hanno commesso errori grossolani, per cui se dovessi dare un voto al loro operato da dirigenti sarebbe estremamente negativo. È un dato oggettivo e testimonianza ne sono i risultati ottenuti. In questa stagione 8 sconfitte, 21 punti e una squadra che ha segnato 16 gol, di cui 4 su calcio di rigore e uno su autorete devono far assolutamente riflettere”.
Rimanendo sempre sulle scelte societarie sicuramente una delle più discusse è stata quella di aver deciso di interrompere il rapporto con Gattuso. L’anno scorso di questi stessi tempi si parlava di un possibile approdo di Ibrahimovic al Milan. Sappiamo che con i poi e con i se nel calcio come nella vita la storia non si fa, ma se il Milan avesse preso lo svedese lo scorso anno a questo punto potremmo parlare di un presente diverso?
“Quest’anno Ibra è per il Milan una ciambella di salvataggio. Oggi è una necessità, ai tempi di Gattuso avrebbe potuto essere un asso nella manica. Non dimentichiamo che lo scorso anno il Milan è arrivato a meno uno dall’approdo in Champions, nonostante alcuni errori da parte del tecnico calabrese. Per fare un esempio ricordo che nella semifinale di ritorno di Coppa Italia a Milano contro la Lazio mise in campo uno sperimentale e non usato prima 3-5-2 non facendo neppure un tiro in porta. Ricordo poi gli errori commessi nelle ultime sette giornate di campionato, dove il Milan ha perso tantissimi punti che sono risultati poi decisivi. Errori comunque diversi e meno grossolani rispetto a quelli commessi da due allenatori di questa stagione: Giampaolo ha fallito, ma anche lo stesso Pioli sta faticando parecchio a rimettere in sesto la squadra”.
“Giampaolo inadeguato. Nel posto sbagliato nel momento sbagliato”
A questo punto è doveroso, anche se fuori programma, fare una breve analisi sull’operato di Marco Giampaolo. Forse gli è stato concesso troppo poco per incidere?
“Giampaolo non era l’uomo giusto al posto giusto, soprattutto per questo Milan. È risaputo che Romagnoli sia andato da Boban a chiedere il reintegro di Gattuso, perché con Giampaolo non era scattato il feeling giusto. Boban aveva accettato, ma è stato Maldini a bloccare tutto. È ugualmente risaputo infatti che tra Maldini e Gattuso, nonostante i successi ottenuti insieme, non corra buon sangue”.
Ritornando al presente , dopo l’arrivo di Ibrahimovic, il Milan di quanti e di quali rinforzi ha ancora bisogno per cercare di salvare il salvabile?
C’è l’assoluto bisogno di un centrocampista centrale: Matic sarebbe il rinforzo ideale. In difesa sarà da valutare Todibo soprattutto in relazione alla sua giovane età, ma in questo reparto il Milan potrebbe avere il rinforzo in casa: il recupero di Caldara, infatti potrebbe essere importante. Gasperini ha sempre detto che Caldara in marcatura fosse uno dei centrali italiani più bravi e più forti. La cosa più importante è imparare a saper gestire questi acquisti giovani. Bisogna metterli in condizione di fare bene e di farli incidere al meglio. Il Milan ha speso nella scorsa stagione ha speso 70 milioni per Piatek e Paquetà il cui rendimento è attualmente abbondantemente al di sotto delle attese”.