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Da Re Cristiano al redivivo Goran: i campioni, le stelle e le sorprese di Euro 2020

Euro 2020 è pronto ad aprire il sipario di molte città d’Europa. Da Roma a Baku, passando per Amsterdam, terminando a Londra, il viaggio sarà entusiasmante e ricco di emozioni. La corsa per viverlo in prima classe è già partita: da Cristiano Ronaldo, detentore della coppa, a Mbappé che insegue il titolo, passando per l

Redazione
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Euro 2020 è pronto ad aprire il sipario di molte città d’Europa. Da Roma a Baku, passando per Amsterdam, terminando a Londra, il viaggio sarà entusiasmante e ricco di emozioni. La corsa per viverlo in prima classe è già partita: da Cristiano Ronaldo, detentore della coppa, a Mbappé che insegue il titolo, passando per la voglia di sorprendere di Lewandowski con la sua Polonia, finendo a storie romantiche come quelle di Pandev con la sua Macedonia o di Pukki con la Finlandia.

In tutto questo non c’è solo calcio: ci sono storie di vita, di tradizione, alcune belle come favole che aspettano soltanto che l’inchiostro della penna incida il lieto fine desiderato da una nazione intera.

Cristiano da detentore, Mbappé pronto allo scippo. Occhio a Kane

Trovare le stars di questo Europeo sarebbe troppo semplice e l’errore di dimenticare qualcuno sarebbe dietro l’angolo. Tanti, infatti, sono i giocatori che arrivano all’Europeo carichi per fare bene e vincere la competizione. Chi l’ha già vinta, seppur quasi da allenatore nella Finale del 2016 di Parigi, è Cristiano Ronaldo. Il fenomeno portoghese, però, dopo una stagione travagliata alla Juventus, ma non certo a livello individuale (30 i sigilli in stagione), avrà l’obiettivo di mettere a referto un altro capolavoro con la sua nazionale. La selezione di Santos è ancora più forte rispetto a quella del vittorioso Europeo francese: basti pensare che nel 2016 i vari Bruno Fernandes, Joao Felix, Ruben Dias erano seduti sul divano ad esultare per il gol di Eder e che adesso invece saranno protagonisti assoluti.

Un altro personaggio non sottovalutabile che non era presente nel secondo posto francese del 2016 è Kylian Mbappé, che in quell’anno guidava la selezione under 19 a vincere l’Europeo di categoria ai danni dell’Italia all’ora di Nicolato. Ora la star del PSG, dopo tre anni, è pronto a spodestare il trono anche dei re: conquistare Euro 2020 vorrebbe accrescere il proprio nome per il prossimo Pallone d’Oro e chiudere il dualismo degli ultimi venti anni fra il fenomeno da Madeira e Lionel Messi.

Tra i due potrebbe inserirsi Harry Kane che guiderà un’Inghilterra giovane e forte con l’obiettivo di invertire la rotta rispetto alle passate edizioni. L'”Uragano” viene da una stagione esaltante dal punto di vista realizzativo, 23 gol in 35 partite di Premier League, nonostante una stagione da dimenticare del Tottenham. Proprio dagli Spurs l’attaccante potrebbe separarsi in questo mercato e l’Europeo potrebbe essere la vetrina perfetta per convincere i top club a presentare un’offerta da 150 milioni di sterline al club londinese per accaparrarselo. Pep Guardiola su tutti.

Occhio al talento: i colpi di Pedro Goncalves e la classe di Hlozek su tutti

Euro 2020 sarà anche una vetrina per tantissimi giovani in rampa di lancio, che vorranno certamente fare bene per far innamorare i migliori club europei. Da sempre, infatti, le competizioni delle nazionali sono state il teatro di molti possibili crack: ne sanno qualcosa Renato Sanches che nel 2016 fece invaghire Carlo Ancelotti che decise di portarlo al Bayern Monaco o ancora meglio, sempre nel 2016 Leroy Sane che giovanissimo approdò al Manchester City per ben 45 milioni di euro. La lente d’ingrandimento va centrata molto attentamente su Pedro Goncalves, esterno portoghese, capace in stagione di guidare lo Sporting Lisbona alla conquista del titolo in campionato a suon di gol (23 da esterno sinistro). La concorrenza soprattutto in avanti sarà tanta, fra Bernardo Silva e Joao Felix, ma il classe 1998 ha i colpi e i lampi di classe per mettere in difficoltà il ct Santos.

Altro giovane da tenere sotto stretta osservazione è Adam Hlozek della Repubblica Ceca. Anche lui troverà spazio come esterno d’attacco nel 4-3-3 e sarà la stella della selezione ceca, nonostante i soli 18 anni d’età. Il talento abbonda smisuratamente e molti in patria si sono sbilanciati nel paragonarlo ad un certo Pavel Nedved. La stagione appena chiusa con lo Sparta Praga, d’altronde parla chiaro: 15 gol e 8 assist in 19 presenze in campionato. Klopp lo vorrebbe ad ogni costo nel suo Liverpool, Maldini lo aveva intercettato da tempo, ma occhio a Florentino Perez ed al fascino del Real Madrid. Occhio anche a Kozlowski, centrocampista del Pogon e della Polonia, dotato di grande fisicità e di una buona tecnica. E’ il più giovane della competizione.

Storie romantiche: Pandev l’imperatore e Pukki il padrone della Finlandia

Tra le storie di questo Europeo ci sono anche quelle capaci di discostarsi dal campo e far suscitare i brividi anche a chi non è amante dello sport più bello del Mondo. Per esempio, quella di Goran Pandev è molto più che una storia solo di calcio. A 37 anni l’attaccante del Genoa, fino a due stagioni fa, credeva fosse giunto il momento per ritirarsi, dopo una carriera faticosa, ma scandita anche da vittorie. Mancava però un ultimo atto da scrivere. Forse il più bello. La sua piccola Macedonia (2 milioni di abitanti in tutto) coltivava il sogno di poter giocare il prossimo Europeo, ma per renderlo tale aveva bisogno del suo supereroe. Pandev non ha potuto esimersi dalla missione e tra gol e paragoni legittimi con Alessandro Magno, ha portato veramente la Macedonia ad Euro 2020. Adesso dovrà solo godersi il momento, cercando di levarsi ancora qualche soddisfazione.

Per tanti la cenerentola del torneo è considerata la Finlandia che per la prima volta parteciperà alla fase finale dell’Europeo. Il girone non è quello dei più semplici con la corazzata Belgio, Danimarca di Eriksen e Russia, ma i “Gufi reali” possono contare su una guida carismatica e particolare per certi aspetti: Teemu Pukki. Non più giovanissimo, la punta del Norwich è da sempre entrato a far parte di quella categoria “bravissimo, ma non si applica”, complice soprattutto una condotta spesso ai limiti. Nella propria nazionale però il rendimento è sempre stato a buonissimi livelli, specie negli ultimi anni: nelle qualificazioni su 10 presenze l’attaccante ha realizzato ben 10 gol, guidando la Finlandia all’Europeo. Un personaggio da tenere in considerazione anche per la sua ironia dentro e fuori dal campo, che non vorrà certamente essere soltanto una comparsa.