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Chi è Felix Afena-Gyan, l’eroe di Genoa-Roma lanciato da Mourinho

Una notte da Felix, una notte nella quale può essere nata una stella. A Genova, la Roma nella prima di Shevchenko sulla panchina dei liguri, si è aggrappata ai colpi di Felix Ohene Afena-Gyan, per gli amici Felix. La scelta di Mourinho di mandarlo in campo, si è rivelata un’intuizione decisiva, un coniglio estratto dal

Redazione
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Una notte da Felix, una notte nella quale può essere nata una stella. A Genova, la Roma nella prima di Shevchenko sulla panchina dei liguri, si è aggrappata ai colpi di Felix Ohene Afena-Gyan, per gli amici Felix. La scelta di Mourinho di mandarlo in campo, si è rivelata un’intuizione decisiva, un coniglio estratto dal cilindro capace di allontanare i giallorossi da un’aria di crisi che circolava nell’ambiente. Una notte, dunque, dalla quale ripartire sotto i colpi del classe 2003.

Chi è Felix? Oro colato per Mou

Raccontare la storia di Felix rende giustizia al concetto “Fai dei sacrifici, pur di inseguire il tuo sogno“. Afena non ha mollato e seppur le condizioni economiche della sua famiglia non scintillanti per usare un eufemismo, ha insistito nel coltivare il suo sogno, realizzandolo quando ha trovato nel suo cammino alcuni osservatori della Roma nel marzo 2021. I primi passi del classe 2003, infatti, appartengono all’Africa, al Ghana, alla maglia dell’EurAfrica Academy club che lo ha lanciato. Alle porte del 2021, grazie all’attività di scouting, i giallorossi sono arrivati al profilo del giovane e qualcuno ha pensato bene di non farselo scappare e di portarlo immediatamente nella Capitale, credendo che potesse essere imprescindibile per la Primavera di Alberto De Rossi. Non si sbagliava, anzi. Con la Primavera Afena conclude il campionato con 15 presenze su 27 partite, raggiungendo la prima squadra nella parte finale del ciclo targato Fonseca. Il meglio, comunque, doveva ancora venire ed infatti può coincidere con lo sbarco a Roma di Jose Mourinho, tecnico che oltre alle su indubbie qualità, annovera storicamente anche il coraggio di buttare nella mischia giovani con la licenza di incidere. A Genova, Afena ha battuto un colpo grosso, tanto pesante da riportare i giallorossi sotto per la corsa Champions League.

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Da Cagliari a Genova, passando per il Milan

Che Mourinho stravedesse per Felix lo si era capito da tanto. Fonseca nella parte finale della sua esperienza giallorossa aveva lanciato i talenti di Darboe, di Bove, di Zalewski, lasciando allo Special One buoni spunti relativi ai giovani. L’ex Tottenham però doveva mettere il suo marchio anche da questo punto di vista e ha deciso di puntare le sue fiches sul ghanese. Da inizio campionato, infatti, Felix è stato aggregato alla prima squadra e il 4 novembre, nel match vinto contro il Cagliari è arrivato il suo esordio nella Roma dei più grandi. Spunti, corsa, qualità e voglia di incidere si erano visti sin dalla Sardegna Arena.

Il fatto che per Mourinho Afena non fosse una semplice pedina da schierare negli ultimi minuti di partita, è arrivata il 31 ottobre quando il giovane ha sostituito un certo Mkhitaryan al 45′ nella gara contro il Milan di Zlatan Ibrahimovic (idolo del giovane). Dal Cagliari al Milan, con la storia che ha toccato il suo acuto più forte nella notte umida e piovosa di Genova. Una Roma in crisi di risultati aveva bisogno di un colpo, di una chiave magica per scardinare la porta blindata del Genoa. Bastava attendere il minuto 75′, quando il tecnico dei giallorossi decide di levare dal campo Shomurodov per inserire Felix, preferendolo ad un certo Nicolò Zaniolo.

Scelte coraggiose tipiche dello Special One che molte volte si sono rivelate vincenti, così come poi d’altronde accaduto in Liguria. Cinque i minuti che infatti sono bastati al giovane per mettere a referto il suo nome nel tabellino dei marcatori su assist al bacio di Mkhitaryan. 0-1, finisce qui? No, la perla più bella ancora doveva arrivare: minuto 94′, contropiede per la Roma con il giovane che potrebbe condurre nella palla verso la bandierina per sigillare risultato e 3 punti. Questa sarebbe la scelta, saggia, è quella che farebbero gli esperti, ma in questa storia si può parlare soltanto di spregiudicatezza e di magia. Infatti, Afena parte con lo sguardo alto, diretto verso la porta difesa da Sirigu e, mentre la pioggia intesa faceva da sfondo alla prima sconfitta di Sheva sulla panchina dei liguri, il classe 2003 scaglia un destro al giro che si stampa in rete. La notte di un ragazzino, diventato eroe. La notte che probabilmente stabilizzerà Afena nel calcio dei grandi.

Il rapporto con Mourinho

Per far nascere delle stelle nel calcio bisogna che ci sia anche qualche visionario, etichettato magari inizialmente per folle, che butti dentro nel fuoco la spregiudicatezza e la leggerezza dei giovani. Se parliamo di coraggio, probabilmente qualche vocabolario ci riconduce al cognome Mourinho, condottiero sempre conscio e fiero delle sue scelte e che sa farsi volere bene dai suoi giocatori. Basta guardare l’esultanza di Afena dopo il primo sigillo con il Genoa: corsa verso la panchina ed abbraccio allo Special One che continuava a passeggiare nervosamente, invece di festeggiare. La parte più bella ed affascinante di questa storia è il finale, come sempre nelle favole. Dopo i tre punti arrivati grazie alle due reti del classe 2003, Mourinho ha rivelato di aver promesso al giocatore ghanese di regalargli un paio di scarpe costose, se avesse segnato contro il Genoa. Simile alle promesse di un padre verso un figlio, che ha conseguito un risultato importante, adesso toccherà allo Special One adempiere al suo dovere.