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Caos arbitri, dove la violenza non conosce limiti

La settimana corrente, per gli arbitri del CRA Lazio (Comitato Regionale) e non solo, non è stata affatto semplice. L’episodio di violenza barbina capitato a un fischietto 30enne della sezione di Civitavecchia, durante la sua direzione di una partita di Terza Categoria laziale, è stata la goccia che ha fatto traboccare

Redazione
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La settimana corrente, per gli arbitri del CRA Lazio (Comitato Regionale) e non solo, non è stata affatto semplice. L’episodio di violenza barbina capitato a un fischietto 30enne della sezione di Civitavecchia, durante la sua direzione di una partita di Terza Categoria laziale, è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già stracolmo di situazioni così spiacevoli. Proprio per questo motivo, per dare un segnale forte e chiaro alle società e a un sistema che non li tutela, tutti i direttori di gara del comitato regionale di cui sopra (sia nel calcio a 11 che in quello a 5) hanno deciso di non scendere in campo nel weekend che verrà. Questo stop farà slittare di una settimana tutti gli incontri dilettantistici e giovanili in programma, dall’Eccellenza all’Under 14. Per ciò che concerne, invece, le categorie superiori, tra cui la Serie A, sarà garantito il regolare svolgimento dei campionati. Inoltre, verrà promossa un’iniziativa univoca da parte degli stessi arbitri per solidarietà nei confronti di tutti quei colleghi vittime di episodi incresciosi e violenti.

L’episodio

Lo scenario che ha portato a questa dura presa di posizione del comitato arbitrale laziale è il seguente. Sabato 30 novembre si stava giocando a Corchiano il match tra gli omonimi padroni di casa e il Cellere, valido per la settima giornata del campionato di Terza Catgoria, girone viterbese. Nel bel mezzo della sfida, il direttore di gara, Edoardo Cavalleri, è stato colpito da un violento pugno all’avanbraccio sinistro da un calciatore corchianese, il tutto mentre estraeva un cartellino rosso all’indirizzo del portiere locale che l’aveva spinto, a sua volta. Le conseguenze di questo gesto bestiale sono stati un’infrazione del capitello radiale del braccio sinistro (una lesione dell’osso) e 30 giorni di prognosi. Il tesserato in questione è stato inibito fino al 5 dicembre del 2029.

Non è la prima volta

Non basterebbe un libro intero per raccogliere e citare tutti gli episodi di violenza perpetuati nei confronti dei direttori di gara. Questi ultimi, tra l’altro, sono per lo più ragazzi, che per sola passione preparano le loro borse e partono alla volta di campi sperduti, sognando la Serie A. In tutto questo, però, va sottolineato quanto questi giovani aspiranti giudici vengano lasciati costantemente da soli, in balia della cattiveria e della frustrazione altrui, pronta a sbucare al primo errore. Nessuna tutela, nessuno scudo, loro contro tutti. Quante situazioni incresciose si sono sentite negli ultimi anni? Schiaffi, bottiglie lanciate dagli spalti, arti slogati o rotti da spinte e cazzotti, per non parlare della violenza verbale che, molto spesso, può essere anche più pesante. Insomma, era necessaria una scossa non indifferente da parte degli organi competenti e degli stessi arbitri, per quanto combattere la violenza sia alquanto complicato in qualsiasi ambito, data l’impossibilità di estinzione della stessa dalle nostre vite.

L’iniziativa dei pro

All’alba della decisione presa dal CRA Lazio di deliberare la decisione degli arbitri delle varie sezioni della medesima regione di scioperare, i direttori di gara nazionali, quindi anche di Serie A, faranno sentire ugualmente la loro voce in merito all’accaduto, pur scendendo in campo. Nel fine settimana, difatti, tutti i fischietti italiani presenzieranno con un segno nero sul viso per dire basta alla violenza su di loro. Un’iniziativa piccola, ma ricca di speranze per un futuro sempre più povero di episodi sulla falsa riga di quelli descritti in precedenza. Con l’obiettivo, tra le altre cose, di vedere un calcio sano in cui anche l’errore più umano venga accettato.